Archivio mensile:febbraio 2014

È nata in mezzo al mare una scarola

È domenica, il Pitone domestico non c’è, e io mi sento un po’ «solo, perduto e abbandonato».  Così, però, non vado da nessuna parte, e la giornata è lunga. C’è persino il sole, c’è. Quindi, inizio a guardare i lati positivi della faccenda. Che ci sono. Il Pitone domestico, infatti, fa la dieta, non mangia i carboidrati. Visto che sono solo, allora, non mi perdo né mi abbandono, ma mi do alla pazza gioia gastronomica coi cibi proibiti. E terroni, giacché ci sto. Metto il cd de La gatta Cenerentola  col volume a palla, e mi scateno:  «E’ nata mmiez’ ‘o mare ‘na scarola»
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La ricetta del giorno è la (terronissima) Pizza di Scarola

Pizza di Scarola

ricetta

Ingredienti (per 4 persone)

Per la pasta:

  • 500 gr. di farina 0 (o di quella che usate normalmente per la pizza);
  • 1 cubetto di lievito di birra (si può usare la pasta madre, come faccio in genere io, e come vedrete nelle foto, ma poi mi dite che faccio le ricette troppo difficili, e io sono mooooolto sensibile alle critiche, quindi…);
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva (io non me metto “adirittura”, si direbbe dalle mie parti; faccio una pasta come per la pizza, ma se volete mettetene anche di più di 3 cucchiai, non guasta certo)
  • sale quanto vi piace (state accorti, il ripieno è saporito, non esagerate, perché potreste pentirvene, passando tutto il giorno, o, peggio, la notte a bere).

Per il ripieno:

  • 2 bei cespi di scarola;
  • 4 spicchi di aglio estiti OPPURE mezza cipolla rossa. E qui veniamo al passo difficile. Gli amici più terroni di me si sentiranno mancare nel vedere menzionata la cipolla, rimproverandomi che nella ricetta tradizionale della Pizza di Scarola ci va solo l’aglio e non la cipolla. Che dire? Con le mie due nonne, una marchigiana, l’altra abruzzese, sono cresciuto in mezzo a due culture culinarie diverse, quella dell’aglio (abruzzese) e quella della cipolla (marchigiana, pure col pesce!!!), e non so davvero decidermi tra le due. Perciò, siccome variatio delectat, vi descrivo qui le due varianti, anzi, una sola, quella con la cipolla;
  • 6 di alici salate;
  • 1 manciata di uva passa (se ce l’avete, la passolina siciliana è l’ideale, ma va bene anche l’uva passa che trovate al supermercato. Non commento, sennò poi già lo so  cosa dite; mi limito a fare un sospiro di rassegnazione);
  • 1 manciata di pinoli;
  • olive schiacciate e condite (quantità a piacere vostro, io stavolta non ne ho messe);
  • capperi  (idem);

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Preparazione

Preparate la pasta per la pizza, e fatela lievitare finché raddoppia il suo volume. Una volta pronta, stendetene una parte in una teglia (che avrete unto e infarinato), tenendo l’altra (parimenti stesa) per la copertura. A me piace stenderla una sola volta, in forma tonda, ribaltandone un lembo sull’altro, così la mia Pizza di Scarola diventa di fatto un Calzone di Scarola. È una possibilità che mi fa risparmiare tempo. Se vi piace…

Mettete la passolina a bagno nell’acqua calda con del vino per farla ammorbidire; a suo tempo la scolerete prima di usarla. Lavate la scarola, lessatela in acqua salata, ma senza farla stracuocere; basterà che si rialzi il bollore, e dopo pochi minuti potete scolarla.  Tritate finemente la cipolla (l’aglio lo lascerete vestito e intero, solo lo schiaccerete), e fatela appassire in una pentola nell’olio a fuoco molto dolce.

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Dopo aver diliscato le alici, e averle sciacquate sotto l’acqua corrente, le farete disfare nella cipolla, sfumando, se volete, con del vino bianco.

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Completato questo passo, alzate la fiamma, mettete la scarola nel soffritto, e fatela insaporire aggiungendo tutti gli altri ingredienti (compresa la la passolina ammorbidita e scolata). Aggiustate di sale. In genere non serve, ché alici e capperi sono già salati, ma fate voi.

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Ungete il fondo della pasta con olio, e metteteci dentro la scarola. Chiudete con la pasta restante (o ricoprite a mo’ di calzone), praticate dei buchi.

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Ungete la superficie con altro olio, che è il vero charme della cucina terrona.

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Cuocete a forno caldo (circa 200°, ma, come dico sempre, ognuno sa i forni suoi), e sfornate quando la Pizza di scarola avrà preso un bel colorito dorato.

20140113_123917252_iOSLo so, l’aspetto è ruspante, molto ruspante. Del resto lo sapete che a me certa cucina piace rough… 😉

«E un e ruje e ttre e quattre…» Nel frattempo La gatta Cenerentola è arrivata al rosario. Può iniziare il baccanale terrone col carboidrato.

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E che il Pitone domestico  faccia pure la sua dieta, altro che «solo, perduto e abbandonato»! Buona domenica! Ciomp!

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Se la pera incontra il cioccolato

Non avevo voglia di mettermi in cucina, quel sabato. Mi capita, ogni tanto, di non avere idee, di non avere alcun progetto culinario, ed ero andato così al mercato, senza sapere davvero che cosa comprare. Mi servivano giusto due cosette per la sopravvivenza nel fine settimana, e la spesa si annunciava noiosa, senza élan, senza esprit. Che tristezza! E c’era pure cattivo tempo. No, dico.

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A risollevare le sorti di un sabato da film di Bergman (anche per quello che avrei messo in tavola) ci ha pensato Carmen. Non fatevi idee strane, non sono andato all’opera, né ho messo su un cd. Carmen è il nome della contadina da cui al sabato compro in genere frutta e verdura. Insomma, Carmen, alla fine di una spesa squallida e corta, mi ha generosamente regalato delle pere già molto mature (“avanti”, come dicono qui), mettendomi così in difficoltà. E sì, perché sarebbe stato impossibile mangiarle tutte nel breve tempo richiesto e senza conseguenze sgradevoli, anche perché il Pitone domestico non mi avrebbe certo aiutato, trattandosi di frutta. Tornato a casa, ho fatto un rapido controllo in cucina, e ho deciso che potevo farne qualcosa di tutte quelle pere così “avanti”. Così è nata la Torta alle pere e al cioccolato.

TORTA alle PERE e al CIOCCOLATO

ricetta

Ingredienti

1) per la pasta

– 350 gr di farina 00

– 2 uova

– 4 cucchiai scarsi di zucchero

– 6 cucchiai di olio extravergine di oliva

– la buccia grattugiata di 1 arancia e 2  limoni

– un cucchiaio di vino, o liquore.

2) per il ripieno

– 1,2 Kg di pere (io ho usato le pere Martina, che sono particolarmente adatte perché dolci e aromatiche, ma potete usare quelle che avete in casa o in giardino senza controindicazioni)

– 4 cucchiai di zucchero (di canna è preferibile)

– due cucchiai di vino bianco, una stecca di cannella, chiodi di garofano, semi di anice

– cioccolato fondente.

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Sulla spianatoia fate una fontana con la farina. Rompeteci dentro le uova, versateci l’olio e il resto degli ingredienti. E impastate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Se l’impasto dovesse risultarvi troppo asciutto, aggiungete un cucchiaio di vino bianco, o, se preferite, di marsala, o, magari, di vermouth, che fa tanto Guido Gozzano.

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Avvolgete la palla con l’impasto in una pellicola, e ponetela in frigorifero per una mezz’ora. Nel frattempo vi occuperete del ripieno.

Sbucciate le  pere, tagliatele a pezzi grossi e irrorate col succo di mezzo limone (andranno benissimo allo scopo i limoni che avete grattugiato per la pasta), perché non anneriscano. Una volta terminata l’operazione, scolatele e mettetele in una casseruola con lo zucchero, il vino e le spezie. Mescolate con cura e fate cuocere a fuoco moderatissimo per alcuni minuti. Fate attenzione, non devono spappolarsi, ma solo ammorbidirsi.

Togliete la pasta dal frigo, dividetela in due parti. Stendete con un mattarello la prima fino ad ottenere una sfoglia di circa 1/2 centimetro. Con questa foderate una teglia da forno (per questa dose ne occorre una di circa 24 cm o poco più).

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Una volta raffreddate, mettete le pere nella teglia così foderata, e ricopritela con la cioccolata tagliata a pezzi grossi. Come avete visto, per la cioccolata non ho messo dosi, ognuno ne metterà quanta la sua maialosità (o il suo fegato) gli consiglia.

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Con la parte restante dell’impasto stendete un’altra sfoglia, più sottile della prima. La userete come coperchio della torta, fissandola ai bordi del fondo, ed eliminando la parte in eccesso, aiutandovi, magari, con un carratore (tagliapasta, per i non Abruzzesi).

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Cuocete a forno moderato (180 gradi circa) fino a quando la torta non prende il colore giusto, come vedete nella foto:

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Una volta fredda, ponete la torta su una tortiera, e spolveratela di zucchero a velo.

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E adesso pappatevela in tutta allegria…

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…che è il vero charme di questa torta.

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Ciomp! Altro che fine settimana da film di Bergman! Ciomp!