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È nata in mezzo al mare una scarola

È domenica, il Pitone domestico non c’è, e io mi sento un po’ «solo, perduto e abbandonato».  Così, però, non vado da nessuna parte, e la giornata è lunga. C’è persino il sole, c’è. Quindi, inizio a guardare i lati positivi della faccenda. Che ci sono. Il Pitone domestico, infatti, fa la dieta, non mangia i carboidrati. Visto che sono solo, allora, non mi perdo né mi abbandono, ma mi do alla pazza gioia gastronomica coi cibi proibiti. E terroni, giacché ci sto. Metto il cd de La gatta Cenerentola  col volume a palla, e mi scateno:  «E’ nata mmiez’ ‘o mare ‘na scarola»
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La ricetta del giorno è la (terronissima) Pizza di Scarola

Pizza di Scarola

ricetta

Ingredienti (per 4 persone)

Per la pasta:

  • 500 gr. di farina 0 (o di quella che usate normalmente per la pizza);
  • 1 cubetto di lievito di birra (si può usare la pasta madre, come faccio in genere io, e come vedrete nelle foto, ma poi mi dite che faccio le ricette troppo difficili, e io sono mooooolto sensibile alle critiche, quindi…);
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva (io non me metto “adirittura”, si direbbe dalle mie parti; faccio una pasta come per la pizza, ma se volete mettetene anche di più di 3 cucchiai, non guasta certo)
  • sale quanto vi piace (state accorti, il ripieno è saporito, non esagerate, perché potreste pentirvene, passando tutto il giorno, o, peggio, la notte a bere).

Per il ripieno:

  • 2 bei cespi di scarola;
  • 4 spicchi di aglio estiti OPPURE mezza cipolla rossa. E qui veniamo al passo difficile. Gli amici più terroni di me si sentiranno mancare nel vedere menzionata la cipolla, rimproverandomi che nella ricetta tradizionale della Pizza di Scarola ci va solo l’aglio e non la cipolla. Che dire? Con le mie due nonne, una marchigiana, l’altra abruzzese, sono cresciuto in mezzo a due culture culinarie diverse, quella dell’aglio (abruzzese) e quella della cipolla (marchigiana, pure col pesce!!!), e non so davvero decidermi tra le due. Perciò, siccome variatio delectat, vi descrivo qui le due varianti, anzi, una sola, quella con la cipolla;
  • 6 di alici salate;
  • 1 manciata di uva passa (se ce l’avete, la passolina siciliana è l’ideale, ma va bene anche l’uva passa che trovate al supermercato. Non commento, sennò poi già lo so  cosa dite; mi limito a fare un sospiro di rassegnazione);
  • 1 manciata di pinoli;
  • olive schiacciate e condite (quantità a piacere vostro, io stavolta non ne ho messe);
  • capperi  (idem);

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Preparazione

Preparate la pasta per la pizza, e fatela lievitare finché raddoppia il suo volume. Una volta pronta, stendetene una parte in una teglia (che avrete unto e infarinato), tenendo l’altra (parimenti stesa) per la copertura. A me piace stenderla una sola volta, in forma tonda, ribaltandone un lembo sull’altro, così la mia Pizza di Scarola diventa di fatto un Calzone di Scarola. È una possibilità che mi fa risparmiare tempo. Se vi piace…

Mettete la passolina a bagno nell’acqua calda con del vino per farla ammorbidire; a suo tempo la scolerete prima di usarla. Lavate la scarola, lessatela in acqua salata, ma senza farla stracuocere; basterà che si rialzi il bollore, e dopo pochi minuti potete scolarla.  Tritate finemente la cipolla (l’aglio lo lascerete vestito e intero, solo lo schiaccerete), e fatela appassire in una pentola nell’olio a fuoco molto dolce.

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Dopo aver diliscato le alici, e averle sciacquate sotto l’acqua corrente, le farete disfare nella cipolla, sfumando, se volete, con del vino bianco.

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Completato questo passo, alzate la fiamma, mettete la scarola nel soffritto, e fatela insaporire aggiungendo tutti gli altri ingredienti (compresa la la passolina ammorbidita e scolata). Aggiustate di sale. In genere non serve, ché alici e capperi sono già salati, ma fate voi.

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Ungete il fondo della pasta con olio, e metteteci dentro la scarola. Chiudete con la pasta restante (o ricoprite a mo’ di calzone), praticate dei buchi.

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Ungete la superficie con altro olio, che è il vero charme della cucina terrona.

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Cuocete a forno caldo (circa 200°, ma, come dico sempre, ognuno sa i forni suoi), e sfornate quando la Pizza di scarola avrà preso un bel colorito dorato.

20140113_123917252_iOSLo so, l’aspetto è ruspante, molto ruspante. Del resto lo sapete che a me certa cucina piace rough… 😉

«E un e ruje e ttre e quattre…» Nel frattempo La gatta Cenerentola è arrivata al rosario. Può iniziare il baccanale terrone col carboidrato.

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E che il Pitone domestico  faccia pure la sua dieta, altro che «solo, perduto e abbandonato»! Buona domenica! Ciomp!

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